La Pasqua del Signore - Contemplando il mistero nel segno della musica 2009

                Concerto spirituale
Basilica "B. V. M. Madre della Consolazione".
Domenica 5 aprile 2009, alle ore 19.15


E’ un percorso contemplativo, animato con scelti brani evangelici, patristici e mistico-liturgici, intervallati da brani eseguiti dal Coro Polifonico “Madonna della Consolazione” in gregoriano ed in polifonia. Un suggestivo pellegrinaggio spirituale verso la Pasqua del Signore, il cui evento di grazia irrompe sfolgorante di luce nella notte dei tempi, debellando il peccato e la morte.
Le letture e la musica si integrano mirabilmente per suscitare, con affabile accompagnamento, il ritorno alle radici del nostro essere cristiani, e rivivere così, in quella tradizione che la Chiesa oggi cerca di valorizzare, quell’attimo sempre attuale in cui la salvezza dell’umanità e di ogni singola persona diventa visibile sul Golgota.

È per questo che abbiamo cercato di inserire, nel nostro concerto contemplativo, testi e musica dalle capacità evocative uniche

Si inizierà rivivendo l’ingresso di Gesù a Gerusalemme nel giorno delle Palme, raccontato dal Vangelo di Marco e sottolineato dall’ Osanna al Figlio di Davide, che il Coro canterà in gregoriano, da un brano tratto dai discorsi di san Proclo, dal Pueri Hebraeorum di Palestrina e da un Inno di Romano il Melodo.

Con la lettura dei versetti 1-15, del capitolo 13, in cui l’evangelista Giovanni narra la lavanda dei piedi, l’atmosfera comincia a cambiare e a diventare più intima. Le note dell’Ubi caritas di Duruflé, che sfrutta la melodia gregoriana rielaborandola e inserendovi sofisticate sfumature contemporanee, in un crescendo di tensione suscitato anche dalla preghiera di Sant’Ambrogio, ci conducono al mistero della Coena Domini.

La Chiesa celebra questa liturgia memoriale il Giovedì Santo. Al canto dell’Hoc Corpus in gregoriano segue il racconto evangelico di Luca, che ci fa rivivere il momento dell’istituzione Eucaristica, resa ancora più coinvolgente dal canto Ego sum panis vivus di Palestrina e dall’orazione Adoro te devote di San Tommaso d’Aquino, e culmina nell’immolazione del Christus factus est, musicato da Bruckner.

La visione del profeta Isaia, che prefigurò il Messia nel servo sfigurato ma vittorioso, fa da sfondo a questo momento in cui l’uomo di ogni tempo non può far altro che chinare il capo di fronte al Signore crocifisso, Salvator mundi, di fronte al quale ci contestualizzano le note dell’Adoramus di Perti, la preghiera di Rahner e le suggestive armonie contemporanee del Kyrie di Hindemith.
Questo intreccio espressivo, elevato dal cuore umano, ne sintetizza l’esperienza più dolorosa ma nel contempo la forza gioiosa della speranza, scandita dalle parole dell’Exultet, alba di un nuovo giorno, senza tramonto, nella luce sfolgorante della Pasqua del Signore.

Il coro conclude il concerto contemplativo con il Vexilla Regis di Palestrina in cui la Croce, redenzione e salvezza dell’umanità, viene rappresentata non come segno di morte e di sconfitta, ma come vessillo di vittoria. La vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato.
P. Giuseppe Sinopoli
"Tutto l’essere ed operare delle creature ha da andare a Dio: cioè tutto farsi a sua gloria".

"Un albero si secca, se si fa spesso mutar di luogo".

"Una ferita nel corpo ti fa gemere, tante ferite mortali nell’anima non ti pesano. Prega, prega Dio che te le faccia sentire, e se ottieni la grazia, cercherai il medico che ti guarisca, né ti quieterai finché non abbi ricuperato la vita, e la salute".

"Tre generi di vita si possono menare da viventi: viver da bruto, viver da uomo, viver da cristiano.
Il bruto è regolato dai soli sensi, l’uomo dalla ragione, il cristiano dalla fede".

"Temete la calca enorme dei vostri peccati? Maria è impegnata ad impetrarvi l’indulto, e la remissione".

"Si guardi di non giudicar male alcuno, né condannarlo, ma più tosto giudichi e condanni se stesso".